mercoledì 11 luglio 2012

Villa Castelli, la Milano Taranto passa da qui

In Viale Virgilio a Taranto, sullo splendido lungomare, è finita questa bellissima 26° rievocazione storica della corsa motociclistica Milano Taranto 2012, partita il 1 luglio dall’Idroscalo di Milano per arrivare il 7 luglio a Taranto, dove c’è stata un’ultima tirata a ricordare il rombo che vide sfrecciare i migliori campioni del mondo, prima di passare sotto lo striscione d'arrivo del Palazzo del Governo. Il primo sotto la bandiera a scacchi è stato Nino Castellani, il vincitore della categoria 75 cc nel 1952 con una Laverda ufficiale, a ricordare queste grandi glorie capaci di forti sacrifici per vincere, e con loro c’erano anche Ciraci Vito, Mino Vaccarelli e Remo Venturi, quest’ultimo 5 volte campione del mondo con la classe 125 cc, che è venuto qui da Spoleto per salutare gli amici, riaprendo il libro dei ricordi. L’ultima tappa è partita da Matera nella tarda mattinata, e sotto un sole bruciante e un caldo da 40° la corsa s'è snodata tra Basilicata e Puglia, tra gli splendidi paesaggi della Murgia. Dopo Laterza la prima sosta è stata a Palagiano per il primo controllo orario della giornata, dando la possibilità di rinfrescarsi la gola con fette d'anguria gelate. Passata Massafra a Martina Franca c'è stato il classico appuntamento con il buffet offerto dal Moto Club Valle D’Itria, e poi ancora verso Ceglie Messapica, che ha ospitato per la prima volta i concorrenti, che sono stati accolti tra il calore dei cittadini, l’abbraccio del sindaco e pizzelle, focacce e rustici. A Villa Castelli, come al solito la “festa”. L’ultimo kilometro del percorso che porta a Villa Castelli, Vito Ciraci, campione storico della Milano Taranto, l’ha fatto a manetta, spremendo tutti i cavalli del motore del suo 500 Falcone sport del 1953, provando ancora una volta l'ebbrezza del vento in faccia passando davanti la Chiesa, il Corso, il Ponte per arrivare in Piazza Ostilio, dove era l’arrivo, tra il delirio di un migliaio di appassionati. All’ombra di piante secolari, nel piazzale della scuola elementare c’è stato il "benvenuto" al gruppone ormai cotto dal sole ed è stato dato dalle note della "pizzica" con un duo molto bravo, i “Pizzicati sottu lu pete” a proporre il ritmo della taranta che ha richiamato sul palco olandesi, austriaci e tedeschi, ed è stata subito festa. A solleticare il gusto dei centauri c’erano melanzane ripiene, peperoni sotto'olio, parmigiana, cipolle tritate, cicoria selvatica e purè di fave, polpette di pane e di carne. Poi tanta tanta anguria fresca. Il nostro concittadino Vito Ciraci, che ha partecipato alle edizioni della storica gara nel 1953, 1955, oltre a 20 rievocazioni, ha fatto gli onori di casa e ha voluto premiare con una targa e un mazzo di fiori tutte le donne motocicliste impegnate nella maratona. Tanti applausi per le premiate e un velo di commozione per il grandissimo pilota sempre generoso e sorprendentemente umano e buono. Ha voluto ribadire la sua felicità il presidente del Moto Club Ciraci, avvalorando la presenza di un campione molto noto come Remo Venturi, che forse molti non sanno, è stato un grande onore aver avuto nel nostro paese, Anche la presenza di Mino Vaccarelli, altro partecipante storico della Milano Taranto nel 1952-1953-1954-1955, grande amico di Vito Ciraci, ha dato altro lustro a questa grande manifestazione, che ha visto la partecipazione anche dei concittadini Ciro Urselli, Michele Miccoli, Angelo Cantoro. In questa maratona motociclistica di sei giorni i 200 concorrenti partiti dall'Idroscalo di Milano, hanno percorso 1900 km girando tutta l’Italia. Poi il gran finale: tutti in gruppo come una scolaresca in vacanza sino a Taranto. Dopo l'ultimo traguardo e le foto di rito, qualche lacrima a fatica nascosta dietro gli occhialoni da gara per l'avventura finita e l'arrivederci al prossimo anno. In serata la cena di gala ha fatto scendere definitivamente il sipario su questa edizione della Milano-Taranto. Nel cuore di tutti resteranno ricordi incancellabili.

giovedì 22 marzo 2012

Villa Castelli Bene Comune e Cittadinanza Attiva: i progetti 2011

Nel 2011 abbiamo realizzato diversi progetti, fra i quali:

Mettiamo in comune l'educazione finanziaria
Data l'importanza dell'esercizio dei diritti dei consumatori e la conoscenza di strumenti di risparmio, abbiamo organizzato una serie di incontri in 17 regioni con l'obiettivo di stimolare nei cittadini una maggiore consapevolezza rispetto alla gestione delle proprie risorse economiche.
Il progetto è promosso dal Consorzio PattiChiari, che collabora con le Associazioni dei Consumatori per diffondere l’educazione finanziaria tra i cittadini.

Monitoraggio civico sulla personalizzazione delle cure in oncologia
L'area oncologica è tra quelle nelle quali il Tribunale per i diritti del malato di Cittadinanzattiva riceve il maggior numero di segnalazioni. Abbiamo quindi avviato un'indagine sull'assistenza dei pazienti oncologici, con focus sul cancro del colon retto e sull'attenzione al diritto ad un trattamento personalizzato, alle opportunità terapeutiche ed al consenso informato. I risultati dell'indagine saranno presentati in occasione di un evento pubblico nella primavera del 2012.

Accesso alle prestazioni sanitarie ed agli screening neonatali
Abbiamo analizzato la facilità di accesso a servizi e prestazioni per le coppie in attesa di un bambino; confrontarsi con associazioni, società scientifiche, medici, sulla necessità di effettuare screening neonatali; indagare le difficoltà incontrate dalle coppie nell'accedere alle prestazioni garantite per legge e creare in essi la consapevolezza dei propri diritti. I risultati sono stati resi noti per sensibilizzare sul tema le istituzioni e i professionisti sanitari.

Togliamoci il fumo dagli occhi
L'abitudine al fumo è in crescita soprattutto tra i giovani. Per questo la Scuola di Cittadinanzattiva si è posta l'obiettivo di promuovere corretti stili di vita negli studenti e nei docenti attuando azioni civiche di prevenzione e ostacolo al tabagismo.
Abbiamo svolto un'indagine civica per rilevare il punto di vista degli studenti sul fumo a scuola, i cui risultati sono stati presentati al Senato in una conferenza stampa.

Osservatorio civico sul federalismo in sanità
L'osservatorio nasce dalle segnalazioni dei cittadini sull'assistenza socio-sanitaria e sui problemi segnalati dalle associazioni dei pazienti. Si tratta di un'indagine civica sui servizi sanitari regionali in cui abbiamo monitorato l'applicazione reale del federalismo e rilevato le differenze tra i vari servizi sanitari regionali. Il fine ultimo è valutare la qualità dei diversi sistemi e al contempo metterne in luce punti di forza e di debolezza. L'indagine è stata presentata in Senato.

Tutela online
Si tratta di una sezione del sito di Cittadinanzattiva dedicata alla tutela online, che fornisce informazioni e risposte semplici ad alcune problematiche frequenti, per difendere i diritti del malato, nonché per approfondire le conoscenze sul funzionamento dei servizi e sulle normative vigenti. La peculiarità della sezione è consentire ai cittadini di esporre le loro esperienze dirette e testimoniare disservizi e violazioni nella sanità.

Futuro SSN: protesi e ausili
L'Osservatorio su protesi e ausili coinvolge Associazioni di cittadini affetti da patologia cronica o rara e professionisti del mondo della sanità. Abbiamo realizzato un Report, presentato alla Camera, sul tema dell'assistenza protesica e integrativa, con l'obiettivo di far emergere il punto di vista civico sul tema, notando le criticità e i punti di forza di diversi aspetti del servizio e individuando proposte civiche per il miglioramento dello stesso SSN.

Portale malattie rare
Questo portale nasce da una ricerca condotta da Cittadinanzattiva che ha evidenziato come i cittadini cerchino informazioni sulle patologie rare in rete, ma spesso ne rimangano disorientati dalla gran quantità. Il portale quindi si propone di fornire un orientamento ai cittadini, facilitare il percorso informativo attraverso veloci collegamenti con i siti più importanti, valorizzare le attività che le associazioni di familiari e pazienti già svolgono.
Rafforziamo la tutela
Il Pit (Progetto integrato di tutela) fornisce tutela e assistenza sui temi della sanità, della scuola, della giustizia e dei servizi, rendendo attivo e partecipe il cittadino stesso. Poiché oggi si rende necessaria una tutela fatta direttamente sul territorio è stato realizzato il progetto Rafforziamo la tutela, che garantisce una qualificata formazione per i volontari operanti nei centri di tutela locale di Cittadinanzattiva.

Indagine sul diritto alla prevenzione. Focus su HPV
LHPV è la causa principale del cancro della cervice. L’adozione di piani regionali per la prevenzione può generare differenze nella reale accessibilità per i cittadini a prestazioni che riducono il rischio di insorgenza di patologie e/o ne favoriscono la diagnosi precoce. Per questo Cittadinanzattiva ha analizzato e comparato le differenze esistenti tra le regioni, fornendo proposte migliorative a decisori politici ed interlocutori istituzionali.

Cittadinanzattiva

giovedì 2 febbraio 2012

Il FORUM BENI COMUNI - Napoli gennaio 2012

Si è svolto qualche giorno fa il Forum Beni Comuni indetto dal comune di Napoli su espressa volontà del suo sindaco De Magistris, e da questo Forum sono partite da parte di molti amministratori locali, critiche e dubbi sulla linea politica e programmatica del governo tecnico di Monti. Alcune frasi: De Magistris (IDV), sindaco di Napoli "Io vedo solo poteri forti", Zedda (SEL), sindaco di Cagliari, "Non c'è differenza dal precedente governo", Emiliano (Pd), sindaco di Bari, "Il mio partito dice che queste liberalizzazioni sono il nuovo Risorgimento. Non sono d'accordo". E così i sindaci del Sud fanno rete e animano l’opposizione alle politiche del governo Monti.
In nome della difesa dei beni comuni, De Magistris dice: “Si può essere rivoluzionari governando, mentre questo esecutivo è un arroccamento dei poteri forti contro le istanze di cambiamento che provengono dalla società. Le politiche di Monti sono quelle di Berlusconi, mentre dal nostro esempio di democrazia partecipativa e dal basso, devono nascere modelli economici alternativi al liberismo, anche perché i partiti hanno perso il compito di trasformare la società. Nel 2013 dobbiamo andare al governo del Paese non per difendere gli interessi dei Marchionne, ma quelli di Antonio De Luca”, l’operaio della Fiat licenziato perché iscritto alla Fiom. E De Magistris ha promesso che tornerà su questi temi attraverso una Festa dei Beni Comuni da organizzare alla Mostra d’Oltremare a Napoli, da dove nel 1976 parlò Enrico Berlinguer, sperando che sia di buono auspicio.
Nichi Vendola ha detto: “Abbiamo bisogno di politica, e non di invocare tecnici che è un’idea di destra, autoritaria, invece bisogna scambiarsi le buone pratiche, le proprie esperienze e fatiche, ognuno alle prese con il proprio Patto di stabilità. È propagandistica l’idea che la liberalizzazioni possano trascinarci fuori dalla crisi, mentre l’Italia precipita in quel buco nero che è il -2,2% di Pil previsto dal Fondo monetario internazionale. Questa giornata è un seme buono che può dare speranza per la costituzione di un processo alternativo che sia l’osmosi tra politica e movimenti. L’unità a sinistra sia tra questi due elementi, non dei vertici”, e Zedda ha aggiunto: “in questo momento c’è al governo un galantuomo che però sta facendo le cose che farebbe Berlusconi, e il solco sociale si accentua”. Ed ancora Emiliano ha aggiunto: “Noi siamo qui e vediamo il mondo da sud. Ed ascoltare il vice segretario del mio partito che dice che le liberalizzazioni di Monti, ovvero qualche taxi in più e qualche farmacia aperta qualche ore in più, sono ‘l’inizio del risorgimento italiano, mi fa pensare che forse siamo nella confusione delle parole. Io dico no a un sistema che vuole distruggere meccanismi che abbiamo costruito con lacrime e sangue. E credo che dobbiamo utilizzare un modello di partecipazione diverso da quello dei tesseramenti”.
Dal forum sono emersi gli indirizzi politici dei movimenti e delle associazioni che si riconoscono nel progetto di democrazia partecipativa:
- difendere le volontà referendarie dai tentativi di privatizzazione dei servizi idrici,
- trasformare le SPA dei servizi pubblici essenziali in società di diritto pubblico,
- ripartire sul territorio con le tre “R” (riutilizzo, riciclo, riqualificazione),
- incrementare gli investimenti nel welfare e nel sociale e disincentivare gli interventi in sicurezza che spesso si trasforma in repressione.
Un no deciso agli eccessi dei patti di stabilità, che hanno trasformato i Comuni in ostacoli allo sviluppo economico. Numerose le attestazioni di solidarietà alle tante lotte che serpeggiano sul territorio nazionale: ai No Tav, ai No dal Molin, ai No al carbone, No al nucleare, No al fotovoltaico ed eolico selvaggio, ai comitati antidiscarica di Chiaiano, Terzigno, Taverna del Re, etc.. Al fianco della Fiom ed in suo nome, ha parlato Antonio De Luca, che quasi piangeva mentre raccontava i soprusi subiti in fabbrica da capi e capetti che lo deridevano dicendo “hai visto che è poco salutare essere iscritti alla Fiom”? Vuol dire essere ghettizzati a Pomigliano d’Arco per aver osato dire no a Marchionne, al potere assoluto. che ti dice: “o sei schiavo o diventalo, se vuoi avere da sopravvivere”. Le parole finali del suo intervento sono state sui politici: “Colpisce il silenzio della politica di fronte a quel che sta accadendo”.
Tornando al Forum, e partendo dalle esperienze delle democrazie locali e dei movimenti, l’intenzione è di tessere le principali tappe di un percorso ambizioso e articolato: la Rete dei Comuni per i Beni Comuni. Un percorso che deve articolarsi in due modalità di azioni che possono anche muoversi con la stessa tempistica:
- esercizio di azioni politico-amministrative locali concrete;
- rivendicazioni, resistenza e disobbedienza civile verso atti statali illegittimi ed incostituzionali.

Indichiamo quelle azioni che i comuni, sospinti dalle pratiche sociali, potrebbero far partire da domani. Ne indichiamo ovviamente solo alcune a titolo esemplificativo:
1. In primo luogo, in attuazione della volontà referendaria espressa da 27 milioni di italiani lo scorso giugno, i Comuni devono impegnarsi, attraverso un patto federativo, a gestire l'acqua attraverso un modello pubblico partecipato.
2. I comuni devono eliminare dalla tariffa il 7% relativo alla remunerazione del capitale investito. Ovvero uscire dalla logica del profitto.
3. Si invitano, pertanto, i sindaci delle città che organizzano il servizio idrico integrato mediante società per azioni a totale capitale pubblico a siglare un patto da subito per transitare tutti verso una gestione del servizio per il tramite di aziende speciali.
4. Si invitano i Comuni all'adozione di piani energetici orientati ad un più razionale utilizzo delle risorse, nell'interesse delle generazioni future.
5. Costruire da subito un patto tra amministrazioni e cittadini in difesa dei diritti delle generazioni future per la formulazione di un piano d'azione per l'energia sostenibile.
6. Uscire da subito dal circuito affaristico di inceneritori e discariche e dimostrare che la gestione dei rifiuti possa fondarsi sulla politica delle "R", piuttosto che su discariche ed inceneritori.
7. Che la tutela dell'aria e la qualità della vita nelle città passino sempre più attraverso la predisposizione di ampie Zone a traffico limitato.
8. Con una prospettiva di radicale riforma della mobilità urbana, occorre trasformare vie e piazze in giardini, spazi di gioco e incontro: in beni comuni a vocazione sociale.
9. Definire e gestire il territorio bene comune significa arrestare il consumo di suolo e fronteggiare qualsivoglia forma di condono.
10. Lo sviluppo urbanistico deve accettare limiti rigidi all'espansione su suoli agricoli, trovando spazi nella rottamazione degli edifici di bassa qualità, energeticamente inefficienti, riusando le aree già compromesse. Occorre riconquistare lo spirito di appartenenza al proprio territorio.
11. Immaginare reti di distribuzione locale di prodotti biologici per operare una sinergia fra le città e le campagne circostanti. Creare opportunità di eco-lavoro cooperativo per far cessare le forme più intollerabili di precarietà e sfruttamento
12. Creare laboratori permanenti di consultazione dei cittadini dando loro la possibilità di deliberare ed incidere concretamente sulle grandi scelte operanti nelle città; in particolari quelle che attengono al governo ed alla gestione dei beni comuni.
13. Nella grandi metropoli il governo dei beni comuni non può che passare attraverso un discorso serio sulla Città metropolitana e della democrazia di prossimità, non già quali ulteriori luogo di mera rappresentanza.
14. Le istituzioni comunali, in quanto enti esponenziali delle comunità presenti sul territorio, devono impegnarsi a porre in essere politiche inclusive sul versante della rappresentanza, aprendosi, ad esempio, alla partecipazione dei migranti, ponendo il problema politico della doppia cittadinanza e dello ius soli per tutti.
15. In sede locale vanno rafforzati tutti gli strumenti di democrazia diretta, quali i referendum abrogativi, consultivi, propositivi.
16. I Comuni da subito, insieme ai movimenti, anche utilizzando alcuni strumenti del Trattato di Lisbona devono, da subito, promuovere e costruire una Carta Europea dei Beni Comuni, mediante la quale inserire la nozione di bene comune tra i valori fondanti dell'Unione e fronteggiare la dimensione mercantile del diritto comunitario.
17. Da subito i Comuni, infine, potrebbero modificare i propri statuti per introdurre la nozione di bene comune, non soltanto simbolica, ma capace di influenzare le politiche pubbliche locali.
18. Occorre lavorare per il pieno accesso gratuito alla rete.
19. Le istituzioni pubbliche della cultura devono agire come reali istituzioni culturali e non come strumenti politici o finanziari. Soltanto in questo modo i loro organi potranno garantire serietà nella valutazione dei progetti e loro credibilità internazionale.
La Rete dei Comuni per i Beni Comuni è pronta costituire un modello alternativo di democrazia, oltre l'orizzonte attuale. Occorre però avere la forza, la compattezza , il coraggio di liberarsi o di resistere a tutte quelle leggi che danno al saccheggio il crisma della legalità. Occorre avere il coraggio, la forza, ma anche l'entusiasmo, di sperimentare pratiche alternative di democrazia, anche attraverso la ricerca di forme organizzative più adeguate allo stato di cose presenti.
Modelli di coordinamento e di pratica collettiva meno obsoleti rispetto a quelli che stanno facendo naufragio. Mai più forme di leaderismo, di personalismo di autoreferenzialità, ma azioni coordinate da una molteplicità di soggetti, al fine di mettere in connessione diversità culturali, etniche, linguistiche. Un laboratorio in grado di superare la separatezza, fondato sull'inclusione e sulla contaminazione dei diversi.
Proviamoci! Insieme possiamo riuscirci.

FORUM BENI COMUNI

Villa Castelli, il parco eolico, uno scempio ai danni di Villa Castelli e della Puglia

Villa Castelli, il nostro amato paese, da pochi mesi è diventato un paese dall’aspetto spettrale, sovrastato da gigantesche e antiestetiche pale, poste nella ormai ex bellissima Contrada Renna, una delle zone più belle del nostro paese, con una vegetazione mediterranea dalle tantissime varietà e con tantissimi olivi che sembrano essere millenari, e con le bellissime Masserie fortificate, classiche della nostra storia.
Oggi, se si transita per quelle zone, non si respira già più un’aria sana, con queste lunghissime pale di 80 metri che sembrano soffiarti addosso il vento della morte, e si scopre che sono stati distrutti tratturi, strade antiche, muretti a secco, per far spazio a catrame e cemento, sono stati distrutti tanti ulivi secolari, tranciate di netto radici millenarie, circa 100 ulivi secolari sono stati spogliati, resi esili e sparuti e spostati a pochi metri, appoggiati in un cerchio di terra, ad aspettare la lenta morte. E ci viene da pensare se questo è davvero ambiente, ecologia, futuro, se con la distruzione della natura si può dire di amare la natura, ma siamo seriamente dubbiosi.

Ma a chi poteva interessare questo nel nostro paese, chi ha avuto il barbaro e poco serio coraggio di decidere che questo impianto, che comporta un cambiamento per almeno 20 anni, sia potuto essere stato fatto da un Amministrazione che ancora non sappiamo se ha i diritti legali per governarci, figuriamoci se hanno i diritti per rovinarci per più di 20 anni, a questo punto, solo per gli interessi di alcuni nostri amministratori.

Premesso che la Regione Puglia ha dato il benestare a condizione:
che il Comune di Villa Castelli avesse l’autorizzazione paesaggistica;
che, come espresso dall’Arpa Puglia, si rispettasse la distanza delle pale a 1km dalla zona urbana;
che si coinvolgesse l’U.P.A. di Brindisi per il rispetto della Legge Regionale n. 14/2007 in merito alla salvaguardia e difesa di ulivi monumentali nell’area di impianto;

In ogni caso
il Ministero per i Beni Culturali - Soprintendenza per il Paesaggio delle province di Lecce, Brindisi e Taranto, ha rilasciato parere negativo in quanto le dimensioni degli aerogeneratori, oltre che il numero, sono tali da alterare il paesaggio caratterizzato prevalentemente da culture arboree tipiche dei luoghi;
il Comune di Francavilla Fontana ha espresso parere negativo in quanto la localizzazione di alcune pale sono ad una distanza inferiore a 500 m dall’area del comune di Francavilla, non rispettando le indicazioni legali;
il Servizio Energia, Reti e Infrastrutture materiali per lo Sviluppo ha invitato l’Ufficio Provinciale dell’Agricoltura di Brindisi a rilasciare il proprio parere di competenza visto che il progetto presentato dalla società Energia in Natura S.r.l. prevedeva in principio l’abbattimento di circa 100 alberi di ulivo secolare presenti nell’area interessata dall’intervento, poi riformulato in espianto e successivo reimpianto (come dire che moriranno lentamente).

Pino Ciraci

giovedì 26 gennaio 2012

Parco eolico a Villa Castelli - la denuncia della Lista Calliandro



PARCO EOLICO A VILLA CASTELLI
Un affare per pochi e un danno per tutta la città

Cari cittadini,
negli ultimi giorni, una delle aree più belle della nostra Villa Castelli, Contrada Renna, particolarmente vocata all’utilizzo residenziale e turistico, con la presenza di numerose abitazioni, masserie fortificate, macchia mediterranea, alberi di ulivo secolari, passaggio di avifauna migratoria e corridoio ecologico naturale, ha subito una violenta trasformazione per responsabilità di Francesco Nigro, assessori e consiglieri della sua maggioranza, deturpando il naturale ecosistema preesistente mediante la rimozione degli alberi di ulivo secolari, della macchia mediterranea e smantellando i tradizionali muretti a secco, etc..
In pochi mesi, gli affaristi dell’eolico, hanno trasformato quel meraviglioso paesaggio, in uno spettrale paesaggio lunare, con i mostri dell’eolico di Nigro che minacciano dal cielo la serenità dell’intera collettività. Non vi è chi non veda che l’installazione dell’impianto eolico è avvenuta a ridosso della cinta urbana, in contrasto con la legge regionale che stabilisce come criterio la distanza minima non inferiore ad un km dagli agglomerati abitativi, offrendo un impatto visivo e ambientale, ripugnante….

E pensare che si spacciano per ambientalisti!
Nigro & CO. hanno venduto, come Giuda, per poco più di trenta denari, gli interessi dei cittadini di Villa Castelli e le prospettive di sviluppo turistico-residenziale della zona compromettendone il futuro.

I CITTADINI DEVONO SAPERE CHE TALE SCEMPIO MESSO IN ATTO DA NIGRO & CO. NON CONSENTIRA’ LORO DI COSTRUIRE NUOVE ABITAZIONI PER I PROPRI FIGLI, NE’ REALIZZARE INTERVENTO ALCUNO.

I consiglieri della Lista Caliandro si chiedono in quale modo la nostra comunità possa trarre vantaggio da tali opere, dal momento in cui i lavori che Nigro & CO avevano promesso durante la campagna elettorale del 2009 alle imprese locali, come al solito, vengono conferite ad imprese “forestiere” (Calabria, Campania, Basilicata, etc.), riservando alle nostre solo l’obbligo di pagare le tasse e cercare lavoro fuori dalla nostra città. Molti cittadini vorrebbero sapere qual è l’obiettivo di questo intervento? Chi ne trarrà vantaggio? Il nostro territorio no di certo! Chi sta dietro a questo affare? Sono uomini del posto o registi occulti? E com’è stato definito il malloppo, inteso come monte delle risorse nella ripartizione dei lavori e non solo?
I consiglieri della Lista Caliandro non ci stanno e unitamente agli iscritti, contestano i mostri dell’eolico di Nigro & CO, posti sulla testa dei cittadini, in tutti i sensi, e chiedono agli organi competenti chiarezza sulla intera vicenda.

Cittadini uniamoci per difendere il nostro paese
dallo scempio di questi irresponsabili

Con noi firma anche tu!!!

Lista Caliandro